Tosi, un nuovo rottamatore
Chi guarda alla prospettiva di una diversa organizzazione del centrodestra dopo la fase dominata dalla figura di Silvio Berlusconi, che si aprirà comunque vadano le elezioni, deve prestare attenzione al sindaco di Verona. Flavio Tosi, quando nel 2016 scadrà il suo secondo mandato di primo cittadino della città scaligera avrà 47 anni, e potrà vantare una carriera già piena di successi. Nel 2011 Tosi è risultato, secondo un sondaggio, il sindaco “più amato d’Italia” a pari merito con il suo collega fiorentino Matteo Renzi, anch’egli giovane, anch’egli uomo nuovo della sua area politica, il centrosinistra.
12 AGO 20

Chi guarda alla prospettiva di una diversa organizzazione del centrodestra dopo la fase dominata dalla figura di Silvio Berlusconi, che si aprirà comunque vadano le elezioni, deve prestare attenzione al sindaco di Verona. Flavio Tosi, quando nel 2016 scadrà il suo secondo mandato di primo cittadino della città scaligera avrà 47 anni, e potrà vantare una carriera già piena di successi. Nel 2011 Tosi è risultato, secondo un sondaggio, il sindaco “più amato d’Italia” a pari merito con il suo collega fiorentino Matteo Renzi, anch’egli giovane, anch’egli uomo nuovo della sua area politica, il centrosinistra. La forza di Tosi nasce dalla sua capacità di affrontare i problemi in modo diretto (vedi la sua vittoria contro Bossi lo scorso anno, quando vinse il duello con il suo ex capo partito che non voleva che Tosi presentasse alle comunali una lista solo con il suo nome), puntando alla soluzione indipendentemente dai rischi che comporta. Ha realizzato nella sua città un sistema di integrazione degli immigrati e degli emarginati ammirevole, partendo da una rigorosa battaglia contro la transigenza “buonista” verso l’illegalità, ha anticipato la battaglia interna alla Lega nei confronti della camarilla che attorniava Umberto Bossi, perché avvertiva il declino della leadership politica, senza aspettare le iniziative giudiziarie.
Probabilmente, se Roberto Maroni otterrà la residenza della Lombardia, Tosi diventerà il leader della Lega, il che gli consentirà di ricontrattare le alleanze di centrodestra ripartendo da zero. Tosi vuole riforme reali, non pennacchi identitari, e in questo è, insieme, più e meno leghista dei suoi compagni. Forse l’orizzonte nordista finirà par andargli stretto, perché nella sua visione realistica c’è poco spazio per le suggestioni secessioniste e molta consapevolezza della difficoltà a realizzare un effettivo decentramento dei poteri reali. Ha, anche per questo, le carte in regola per competere per la leadership di un’area di centrodestra capace di rinnovarsi nelle idee e negli uomini.